Domani alle 17:30 alla Reggia di Colorno avverrà la consegna del Premio Sant’Ilario, che quest’anno andrà a una grande personalità dell’enogastronomia: Albino Ivardi Ganapini, fondatore di “Alma”, la celebre scuola internazionale di cucina italiana che ha sede proprio nel Palazzo Ducale di Colorno.

[cml_media_alt id='3055']Fonte: flickr.com, by bluesky71[/cml_media_alt]

Fonte: flickr.com, by bluesky71

In questo articolo vorremmo parlarvi, oltre che di “Alma” e del suo fondatore, anche del gruppo di persone che sta dietro al Premio Sant’Ilario: l’associazione “Parma Nostra”, che da oltre 30 anni si occupa di valorizzare e tutelare la cultura parmigiana.

Il 15 maggio 1979, in una soffitta di via Bixio, uno sparuto gruppo di parmigiani amanti della nostra città firma un Sodalizio, da cui poi nascerà l’associazione culturale “Parma Nostra”. L’associazione si pone l’obiettivo di recuperare e salvaguardare tutto quanto si può catalogare come cultura parmigiana; quindi interventi nel campo del dialetto, della storia, dell’Arte, delle tradizioni della musica, del canto e, perché no, della buona cucina della nostra città.

[cml_media_alt id='3056']Enzo Terenzani, ex-presidente e fondatore di "Parma Nostra". Fonte: parmaindialetto.blogspot.com[/cml_media_alt]

Enzo Terenzani, ex-presidente e fondatore di “Parma Nostra”. Fonte: parmaindialetto.blogspot.com

Esattamente 15 anni dopo, nel 1994, da un’idea dell’allora presidente (e padre fondatore) Enzo Terenzani, nasce il premio Sant’Ilario (da non confondere con l’omonimo premio conferito dal Comune), che nel corso degli anni ha valorizzato personaggi spesso non sufficientemente apprezzati pur nella loro importante “presenza” nella nostra città. Personaggi che si sono distinti per impegno civile e culturale, ma anche che hanno promosso iniziative benefiche, solidali e di volontariato.

Nelle edizioni precedenti sono stati premiati ad esempio Baldassarre Molossi, direttore della Gazzetta di Parma fino al 1992; Tiziano Marcheselli, giornalista, scrittore e pittore autore di migliaia di articoli di argomento storico, artistico e folcloristico locale; Bruno Lanfranchi, uno dei più grandi attori dialettali di Parma; Renato Scrollavezza, celebre maestro liutaio e direttore della Scuola internazionale di liuteria.

Il premio di quest’anno, come abbiamo già anticipato, andrà ad Albino Ivardi Ganapini, presidente di Alma. Conferire il premio a un personaggio del genere significa, nelle intenzioni di “Parma Nostra”, porre l’accento sul valore culturale della cucina, intesa come arte, insegnamento, innovazione e ricerca.

Tutti conosciamo Alma come il più autorevole centro di formazione della Cucina italiana a livello internazionale; la scuola che ha formato i grandi maestri della cucina, della pasticceria e del mondo del vino; il luogo dove hanno studiato personalità del calibro di Gabriele Rubini (meglio noto come “Chef Rubio”), Simone Nebbia, considerato oggi il miglior sous-chef d’Italia (secondo la Guida ai Ristoranti d’Autore 2015), Roberta Zabbialini, iscritta a Alma nel 2008 e ora proprietaria di una pasticceria a Tokyo.

[cml_media_alt id='3057']Fonte: artumagazine.it[/cml_media_alt]

Alma Viva 2013. Fonte: artumagazine.it

In un intervento tenuto al Museo Agorà Orsi Coppini, il dottor Ganapini sottolinea un aspetto fondamentale dell’enogastronomia locale: i prodotti tipici della cosiddetta “Food Valley” (che ha come “capitale” proprio Parma) possono essere imitati, “clonati” all’estero, in maniera anche eccellente dal punto di vista tecnico. Ma quello che non si può clonare è la storia di questi prodotti, la tradizione delle aziende che li producono, la cultura del cibo che ci contraddistingue da secoli.

Alma, così come le Strade dei Vini e dei Sapori e i Musei del Cibo, nasce in un’ottica di valorizzazione del territorio: serve a creare un percorso che riguarda tutti gli aspetti dell’enogastronomia, quelli tecnici, quelli storici e quelli culturali, in modo da valorizzare appieno il nostro enorme patrimonio culinario.

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