Tutti voi conoscete i nostri Castelli del Ducato imponenti roccaforti medievali dall’aspetto fiabesco, ricche di storia e di mistero, “scrigni” contenenti magnifiche sale affrescate e lussuosi arredi. Apprendere la loro storia significa ripercorrere le vicissitudini legate ai Borbone, ai Farnese, ai Sanvitale, alle famiglie insomma che fecero un “pezzo” di storia d’Italia

Ne abbiamo spesso parlato nei nostri articoli e se ci seguite da tempo forse saprete già quello che stiamo per dirvi. Per tutti voi che invece ci leggete per la prima volta… Forse in questo articolo possiamo dirvi qualcosa che ancora non conoscete.

Per esempio:

 

1. Un principe a Soragna

Sapevate che la Rocca di Soragna è tuttora abitata dall’ultimo discendente del casato dei Meli-Lupi, un vero principe in carne e ossa? Si chiama Diofebo VI ed è l’uomo in possesso di più onorificenze al mondo, tra cui quella di Marchese, Conte Palatino, Principe del Sacro Romano Impero… e ci fermiamo qui, anche se potremmo andare avanti ancora a lungo!
Ma il principe non ama ostentare la sua nobiltà: si definisce un “semplice contadino” e, quando non è impegnato nell’amministrazione dei suoi possedimenti, ama condurre egli stesso i visitatori alla scoperta delle oltre 100 stanze della Rocca.

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Il principe Diofebo VI Meli-Lupi in una sala della Rocca di Soragna. Fonte: ilcofanettomagico.it

2. La saletta alchemica a Fontanellato

Chi si interessa di alchimia o ha studiato la storia del Parmigianino probabilmente già lo saprà, ma per tutti gli altri potrebbe essere interessante: i Sanvitale, signori della Rocca di Fontanellato, nel 1524 assoldarono un appena ventenne Parmigianino per affrescare una piccola stanza del castello, probabilmente bagno privato di Paola Sanvitale. Pare che il ciclo di affreschi che il giovane pittore vi realizzò sia denso di simboli alchemici, una testimonianza del morboso interesse che Parmigiano (pare) nutrisse per quest’arte occulta. Secondo alcuni, fu proprio tale ossessione che condusse il pittore manierista al precoce deperimento mentale e fisico (Parmigianino morì giovanissimo, per ragione non ancora del tutto note).

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Stufetta di Diana e Atteone (particolare). Fonte: aparences.net

3. Il fantasma di Torrechiara

E ora finalmente una storia di fantasmi! E’ noto che il castello di Torrechiara venne fatto costruire dal conte Pier Maria de’ Rossi per ospitare gli incontri d’amore clandestini tra lui e l’amante Bianca Pellegrini. Ora, ci sono due “presenze” che pare si manifestino nei pressi del castello, una maschile e una femminile: l’uomo è senza dubbio l’anziano conte che, triste e malinconico, ama aggirarsi attorno al castello, non osando entrare per paura di lasciarsi sopraffare dai ricordi; la donna però non è, come ci si aspetterebbe, Bianca: è stato appurato infatti che il suo corpo è sepolto al di là del Po, nella tomba di famiglia ad Arluno. E i fantasmi, si sa, non possono attraversare le acque. Una donna senza nome ma di straordinaria bellezza, dal comportamento “atipico”: si dice che dia meravigliosi baci agli uomini che la incontrano.

[cml_media_alt id='2746']Fonte: storiedifantasmi.it[/cml_media_alt]

Fonte: storiedifantasmi.it

4. Tabiano luogo di purezza

Ma ora torniamo tra i vivi: il castello di Tabiano si trova alla base degli Appennini parmensi, nei pressi di Salsomaggiore, in un piccolo borgo medievale famoso per le sue terme. Chi soffre di malattie della cute o disturbi alle vie respiratorie può trarre grande giovamento dall’immergersi in queste acque, mentre chi è in cerca di un luogo appartato per una “fuga romantica” può prenotare una stanza del castello, ora trasformato in Relais di charme. Ma non sono solo gli stabilimenti termali a rendere il paese uno dei luoghi più salubri di tutta Italia: essendo collocato su una roccia isolata rispetto alle colline circostanti, i venti hanno spazio libero per muoversi, rinfrescando il clima durante le torride estati, sgombrando le nebbie invernali e spazzando via le impurità dalla terra. Pare che, a memoria d’uomo, Tabiano sia immune da morbi contagiosi.

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Tabiano Castello. Fonte: pagina Facebook dell’Antica Corte di Tabiano Castello

5. Il fantasma di “Donna Cenerina”

Per finire, la storia di un brutale assassinio: Cassandra Marinoni era la sposa di Diofebo II Meli-Lupi e, in assenza del marito, amministrava lei il feudo. Cassandra aveva una sortella, Lucrezia, moglie di Giulio Anguissola, uomo meschino e violento che già una volta aveva tentato di avvelenare la moglie per accaparrarsi l’eredità. Il 18 giugno 1573 Cassandra si trovava a Cremona in visita alla sorella, quando l’Anguissola ci riprovò: penetrato nel castello con l’inganno, uccise la moglie con 32 coltellate. La povera Cassandra ebbe la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato: il conte massacrò anche lei con 13 coltellate.
Oggi, il principe Diofebo VI Meli-Lupi ci assicura che il fantasma di Cassandra Marinoni, soprannominata “Donna Cenerina” per il colore cinereo della sua pelle, si aggira per le stanze del castello, spaventando gli ospiti sgraditi e facendo compagnia allo stesso principe.

[cml_media_alt id='2751']Fantasma di Soragna[/cml_media_alt]

Ritratto di Cassandra Marinoni. Fonte: ilcofanettomagico.it

Per ora è tutto, nei prossimi articoli vi parleremo di altre curiosità e dettagli poco conosciuti dei luoghi di Parma e della sua Provincia.

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