Se avete intenzione di visitare i paesi della “bassa” parmense (sulle orme di Giuseppe Verdi a Busseto, o alla scoperta dei prodotti tipici lungo la “Strada dei Sapori“), non potete assolutamente rinunciare a una visita a Soragna, un piccolo comune situato a pochi chilometri da Parma e dominato da un imponente edificio quadrangolare, tanto austero visto da fuori quanto sfarzoso al suo interno: si tratta della Rocca Meli Lupi.

Fonte: www.searchingexcellence.it

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La Rocca di Soragna fa parte di quella serie di manieri medievali che caratterizzano la provincia di Parma e Piacenza (i castelli del Ducato), comprendente anche la Rocca Sanvitale a Fontanellato, quella dei Rossi a San Secondo e il castello di Torrechiara.

Seguire la storia della Rocca di Soragna e della famiglia dei Meli Lupi significa ripercorrere i mutamenti politici, amministrativi e artistici di 600 anni di storia d’Italia: le lotte tra casate in epoca medievale, le investiture feudali, la successione degli imperatori del Sacro Romano Impero, lo sviluppo del Barocco, gli sconvolgimenti in età napoleonica.

 

La storia

Fonte: www.foodvalleytravel.com

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Tutto ha inizio nell’XI secolo quando i Lupi, famiglia di origine cremonese, si stabilizzano nella zona di Soragna, entrando subito in competizione con i Pallavicino. Dopo più di un secolo di lotte furibonde, le due casate si spartiscono il territorio e, in seguito all’investitura ufficiale nel 1347 da parte dell’imperatore Carlo IV, i Lupi diventano Marchesi del feudo di Soragna.

Nel 1385 terminano i lavori per l’edificazione della Rocca, che doveva in realtà apparire più simile a un fortilizio che a una dimora: le poderose mura, il fossato, le difese militari servivano a rendere il castello una solida protezione contro gli attacchi nemici. Successivamente, con il consolidarsi del potere della famiglia sul territorio, le lotte tra feudatari si fecero sempre più rare e il castello poté subire le modifiche atte a renderlo più ospitale e confortevole.

Ma in tutto ciò che cosa c’entrano i Meli, antica famiglia di patrizi veneti?

Fonte: www.lupis.it

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Il 1513 muore Diofebo I Lupi, senza lasciare eredi diretti. A questo punto a spartirsi il feudo, secondo le disposizioni testamentarie fatte stilare dal marchese nel 1499, avrebbero dovuto essere i suoi tre fratelli. Tuttavia si scoprì che Diofebo, poco prima di morire, aveva nominato suo erede universale il nipote Giampaolo, figlio della sorella Caterina, sposa di Giambattista Meli. Ovviamente seguirono rivendicazioni e dispute, ma tutto si risolse il giorno stesso della morte di Diofebo, quando Giambattista, con l’aiuto delle armi pallavicine, prese possesso del feudo, dando così inizio al dominio della famiglia Meli su Soragna. Nel 1530 poi è il figlio Giampaolo a ottenere dall’imperatore l’autorizzazione ad aggiungere al nome della famiglia anche quello degli estinti Lupi, dando così inizio alla casata Meli-Lupi.

Per maggiori informazioni di carattere genealogico, vi rimandiamo alla pagina del progetto genmarenostrum dedicata alla stirpe dei Lupi.

Fonte: www.dimorestoricheitaliane.it

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E’ nei due secoli successivi che la Rocca subisce radicali trasformazioni, divenendo uno dei più preziosi esempi di stile barocco. Fra le cento e più stanze presenti all’interno della Rocca, spiccano la Sala Baglione, affrescata a grottesche dal cremonese Cesare Baglione; la Sala Gialla, con affreschi mitologici riportati su tela; la Sala degli Stucchi, interamente progettata e affrescata dai famosi fratelli Bibiena; la Galleria della Monache, in cui pare fossero collocate le “celle” delle monache della famiglia.

Fonte: www.castelli.qviaggi.it

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C’è poi il giardino interno, non previsto nel progetto originale, che sorge nel Settecento e si evolve progressivamente fino a diventare un parco all’inglese nel 1833, per opera dell’architetto Luigi Voghera di Cremona. Oggi la corte interna diviene spesso l’affascinante scenario per spettacoli e concerti.

Per una descrizione dettagliata degli ambienti potete consultare il sito viaggioneltempo.eu.

La casata Meli Lupi compie un ulteriore slancio in avanti nel 1709, quando Giampaolo Maria ottiene dall’imperatore Giuseppe I che il Marchesato fosse innalzato a Principato del Sacro Romano Impero, con diritto quindi di battere moneta, creare segretari, notai e giudici, ma anche di legittimare figli bastardi e spuri e di elargire stemmi e armature.

A ridimensionare le ambizioni del casato ci pensa poi l’opera riformatrice di Napoleone, che nel 1805, con l’introduzione del Codice Napoleonico, abolisce l’istituzione feudale e pone fine al potere dei Meli Lupi su Soragna.

Fonte: www.ilcofanettomagico.it

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Il principe

Cosa rimane quindi oggi della Rocca e della dinastia dei Meli Lupi? Molto più di quello che si potrebbe pensare. La Rocca è infatti aperta al pubblico  ed è tuttora abitata dal principe Diofebo VI, ultimo discendente dei Meli Lupi. Questi, pur essendo uno degli uomini in possesso di più onorificenze al mondo (la sua discendenza gli garantisce infatti i titoli di Marchese, Conte Palatino, Grande di Spagna, Principe del Sacro Romano Impero, solo per citarne qualcuno), si definisce “nulla più che un contadino” e impiega tutto il suo tempo e la sua energia nella manutenzione della dimora e nell’amministrazione dei propri poderi.

C’è un gesto in particolare che conferma questa sua natura umile ed estremamente umana: pochi mesi fa (marzo 2014) un’anziana vedova ha ricevuto, dai nuovi proprietari dell’appartamento in cui viveva ormai da anni, un’ingiunzione di sfratto; quasi incredula, e non sapendo a chi rivolgersi per trovare una nuova sistemazione, ha lanciato un disperato appello su un giornale locale. E indovinate un po’? A rispondere è stato proprio il principe, che ha messo subito a disposizione della pensionata e del figlio disoccupato un appartamento in comodato gratuito (fonte: ilmattinodiparma.it)

Fonte: foodvalleytravel.com

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Tornando alla Rocca di Soragna, non è raro inoltre che il principe si “manifesti” improvvisamente ai suoi visitatori, conducendoli egli stesso alla scoperta delle meraviglie artistiche e architettoniche della sua dimora e intrattenendoli con aneddoti e storie di fantasmi.

 

Il fantasma

Sì, perché il principe Diofebo VI, come racconta il fotografo Nicola Allegri in un’ intervista, da quando è bambino, ha un rapporto di amicizia con il fantasma di Cassandra Marinoni, una sua antenata  assassinata nel 1573 dal cognato per questioni di eredità. Il fantasma di “Donna Cenerina” – secondo quanto afferma il principe –, oltre a fargli compagnia, si occupa di spaventare gli ospiti sgraditi: quando qualcuno che non le va a genio si ferma a dormire al castello, la defunta marchesa è capace di fargli passare una notte d’inferno, sbattendo porte, infrangendo finestre, generando suoni e rumori inquietanti, fino a indurlo a scappare di corsa dalla casa.

Se sperate di conoscere il principe o volete visitare la sua magnifica dimora, vi rimandiamo al sito dei castelli del ducato, dove è presente una dettagliata scheda sulle possibilità offerte dal castello per quanto riguarda visite guidate, matrimoni, cerimonie.

Questo invece è il sito ufficiale della Rocca: www.roccadisoragna.it

Vi ricordiamo inoltre che la Rocca di Soragna è una delle tappe del nostro itinerario tra i castelli della “bassa parmense”… Per saperne di più, cliccate QUI.

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