La storia di Sant’Ilario, patrono di Parma assai amato dai cittadini, è decisamente avventurosa.

Sant'Ilario

Fonte: www.turismo.comune.parma.it

Nato a Poitiers, in Aquitania, verso il 315, si convertì al Cristianesimo in età adulta, quando era già sposato e con una figlia. In virtù della sua vita dedicata e del grande fervore religioso, entrò fin da subito nelle grazie del vescovo della città, tanto che fu proprio lui a succedergli nell’episcopato.

L’aspra lotta che ingaggiò contro l’arianesimo (una dottrina che negava la natura divina di Cristo) lo condusse a inimicarsi l’imperatore Costanzo II e a subire l’esilio in Asia Minore per quattro anni. Quando tornò, indusse la Francia intera a condannare l’eresia di Ario, per poi spostarsi in Italia dove, assieme a Eusebio da Vercelli, collaborò a riportare la fede in varie regioni.

Fu probabilmente durante questo suo pellegrinaggio che Sant’Ilario giunse a Parma, anche se non vi sono racconti dettagliati sulla sua permanenza in città. Ciò che sappiamo è invece che fu nominato patrono in un periodo turbolento per la città: era la fine del XIII secolo, e la città era funestata dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini.

Morì attorno al 369, un 13 gennaio, giorno in cui ancora oggi si celebra a Parma una festa in suo onore. Nel 1985 venne proclamato Dottore della Chiesa e santo protettore degli esiliati.

biscottiLa festa di Sant’Ilario è una ricorrenza molto sentita a Parma: ogni anno le scuole chiudono, vengono celebrate messe “straordinarie”, organizzate premiazioni e concerti benefici, le vie della città si riempiono di bancarelle mentre nei forni e nelle pasticcerie compaiono le tradizionali “scarpette”, biscotti di pastafrolla decorati in vari modi, che rispecchiano la creatività del maestro pasticcere.

Questo dolce tipico deve il suo nome (e la sua forma) alla leggenda legata a Sant’Ilario: secondo la leggenda, Ilario si trovò a passare a piedi da Parma in un giorno d’inverno con le scarpe rotte e consunte dal tanto camminare; un ciabattino, vedendolo, ne ebbe compassione e gli donò un paio di calzature nuove. La mattina dopo ebbe la sorpresa di trovare le scarpe vecchie lasciate da Ilario trasformate in scarpe d’oro.

Ma la città manifesta in molti altri modi la sua particolare devozione nei confronti del patrono: dal 1986, ogni anno è indetto dall’amministrazione il “Premio Sant’Ilario, uno speciale riconoscimento (sotto forma di Attestato di Benemerenza o di Medaglia d’Oro) assegnato a chi si sia in qualche modo distinto nel lavoro o nell’impegno civile e sociale per la città. Le candidature devono pervenire entro il 21 dicembre, mentre la cerimonia di consegna avviene il 13 gennaio, presso l’Auditorium Paganini.

Oratorio di Sant'Ilario

Fonte: www.parmachericorda.it

Nell’Oratorio dedicato al santo, situato sotto i portici dell’Ospedale Vecchio in via D’Azeglio, viene celebrata la Santa Messa, con la tradizionale consegna dei guanti bianchi alle autorità (un gesto simbolico che richiama una vecchia usanza cittadina), mentre proprio dietro via D’Azeglio, nella Casa di Padre Lino, si tiene il Concerto benefico di Sant’Ilario, a cura della corale Verdi.

Durante tutta la giornata poi lungo l’intera via d’Azeglio in festa si trovano le bancarelle del mercatino dell’antiquariato e di specialità artigianali, mentre molti Musei Civici (La Casa della Musica, il Castello dei Burattini, la Pinacoteca Stuard) aprono gratuitamente le porte ai visitatori; per informazioni più precise e dettagliate vi invitiamo comunque a consultare il sito del Comune di Parma per l’accoglienza turistica: turismo.comune.parma.it

A questo indirizzo troverete un percorso, realizzato da una guida turistica parmigiana, che indica tutti i luoghi in cui sono presenti raffigurazioni del Santo in città, mentre se vi interessano altre storie legate ai personaggi storici di Parma anche più recenti, troverete interessanti racconti sul sito www.parmachericorda.it.

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