Se siete turisti alla prima visita a Parma, sicuramente vorrete recarvi al Palazzo della Pilotta, che ospita numerosi siti di interesse, come la Galleria Nazionale, il Teatro Farnese, la Biblioteca Palatina, il Museo archeologico e quello bodoniano. Da lì avete poi due possibilità per proseguire il vostro “tour” parmigiano: o proseguire lungo piazzale della Pace e raggiungere via Melloni, via Cavour e via Garibaldi (cioè il centro storico di Parma); oppure potete dirigervi in direzione opposta, lungo il Ponte Verdi, che vi condurrà verso il Parco Ducale e l’Oltretorrente.

Il Ponte Verdi è un ponte in pietra costruito dal comune di Parma in onore di Giuseppe Verdi, ma fin qui si tratta di informazioni abbastanza scontate. Ciò che non è risaputo è che c’è stato un breve periodo, intorno al 1904, in cui vi erano nello stesso luogo due ponti affiancati: il ponte Verdi e il ponte Verde. Quest’ultimo fu costruito nel XVII secolo, era in legno e dipinto di verde, e ci volle un po’ prima che fosse abbattuto e cedesse definitivamente il posto al nuovo ponte.

Ecco una rara foto che li mostra entrambi:

Fonte: www.pramzanblog.com

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Oltre il ponte troverete uno degli ingressi del Giardino Ducale e, se deciderete di percorrerlo seguendo il lato sinistro, vi imbatterete in una location storica della Parma di ieri, che ha però mantenuto tutto il suo prestigio e attivismo anche oggi: la Corale Verdi.

Corale Verdi

Fonte: www.tripadvisor.com

Nata più di 100 anni fa (1905) su iniziativa del Maestro della “Regia Scuola Di Musica” Eraclio Gerbella e di alcuni coristi, la Corale è oggi un punto di riferimento non soltanto per la musica, ma per tutta l’attività culturale della città di Parma. Nei numerosi anni di attività, ha messo in scena concerti, ha partecipato a produzioni liriche, ha inciso dischi, ha ottenuto successi in patria e all’estero, oltre a ricevere elogi da parte di musicisti di fama internazionale (in primis: Arturo Toscanini) e collaborare con grandi solisti contemporanei, come Franco Corelli e Giulietta Simionato.

Ciò che rende la Corale un’istituzione davvero virtuosa (soprattutto in una città in cui la musica detiene un ruolo così vitale) è l’impegno che essa dimostra nell’avvicinare anche i più giovani al patrimonio lirico nazionale: all’interno dell’associazione infatti, a partire dal 2009, il Coro Giovanile e il Coro di Voci bianche, con lo scopo di accompagnare i giovani dalle prime esperienze musicali fino all’interno del coro.

Fonte: storage.aicod.it

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Ma la Corale Verdi non è solo musica: presso la sede in vicolo Asdente 9 risiede anche il ristorante Corale Verdi, mentre proprio di fronte ad esso c’è l’ingresso al Theatro del Vicolo, due luoghi che meritano una menzione particolare.

sante ferroIl proprietario (nonché chef) del ristorante è Sante Ferro, soprannominato il “re del bollito”, che da 15 anni gestisce il locale con la moglie Luciana. Qui è possibile gustare piatti della tradizione parmigiana, come i tortelli d’erbetta e di zucca, gli anolini in brodo, la succulenta punta ripiena e la trippa alla parmigiana, anche se le portate davvero irrinunciabili sono i secondi di carne bollita, come i guancialini di vitello brasato. Dall’inventiva di Sante nascono inoltre i piatti tipici della casa, come il risotto alla “Giuseppe Verdi”, preparato con punte di asparagi, funghi e culatello, e i tortelli della Corale, un ripieno cremoso di ricotta e spalla cotta avvolto in una sfoglia di pasta verde.

Il calore familiare, l’arredamento informale, le musiche di Verdi che risuonano per l’ambiente completano l’atmosfera, che risulta essere davvero accogliente.

Theatro del Vicolo

Fonte: www.tutti-in-scena-parma.blogautore.repubblica.it

Il Theatro nasce invece pochi anni fa, nel luogo che fu dimora dei cavalli imperiali di Maria Luigia, e che oggi ospita rassegne, laboratori, spettacoli sperimentali. Si tratta di un teatro piccolo ma accogliente, dotato di tutte le attrezzature tecniche, gli spazi e le strutture per agevolare le rappresentazioni.

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